USA ’68 Disordini e sogni – MAST, Bologna 29-09-2018

USA 68 MAST 1

USA 68 MAST 2

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W. Eugene Smith – MAST 02-06-2018

W Eugene Smith Mast 1

W Eugene Smith Mast 2

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MAST Foundation for Photography Grant 2018 on Industry and Work – MAST 17-03-2018

Sohei Nishino

Sara Cwynar

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Thomas Ruff, Anish Kapoor – MAST 03-11-2017

 

Thomas Ruff Anish Kapoor

 

Thomas Ruff
Anish Kapoor

Ernst Reijseger – MAST 03-11-2017

 

Ernst Reijseger Ernst Reijseger Score

Pagina evento

Foto / Industria 03 – Bologna 14-10-2017 (prima parte)

Lee FriedlanderLee Friedlander

 

Joan FontcubertaJoan Fontcuberta

 

Mimmo Jodice
Mimmo Jodice

 

Michele Borzoni
Michele Borzoni

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La forza delle immagini – Mast, 03-06-2017

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Lavoro in movimento – MAST. 25-03-2017

Lavoro in movimentoIl Mast. e’ un luogo bellissimo, ogni volta lo scrivo, ogni volta sento il bisogno di sottolinearlo. Poi non lo so, sara’ stata la giornata di primavera, la visita a fine mattinata invece che a fine giornata ma m’e’ parso piu’ bello del solito. Anche la mostra e’ stata diversa dal solito. Se il Mast. persegue la missione di raccontare l’industria, di evolverla attraverso sinergie e ricerche e l’arte e’ un mezzo importante allo scopo. Abbiamo visto innumerevoli mostre fotografiche, spesso monografiche e non sempre di fotografi esclusivamente votati all’industria ma sempre ponendo al centro le macchine, il territorio, la finanza e di frequente l’uomo, uomo del passato o del presente, di tutti i continenti e in tutti i ruoli ricopribili all’interno del sistema. Questa volta invece sono i video ad essere protagonisti, siano essi installazioni o cortometraggi, con finalita’ artistiche o piu’ spesso politiche. Diversa e’ la grande sala non piu’ illuminata ma sapientemente in penombra per far vedere, ammirare gli schermi piccoli e grandi che ospitano le opere riassunte e dettagliate da tablet e non piu’ targhe appese. Ancora una volta Urs Stahel il curatore, si dimostra persona attenta e colta, originale e straordinariamente dotato nel proporre nuove idee anche attraverso un cambio sintattico.
Mostra collettiva, il lavoro soggetto del discorso e non potrebbe essere diversamente, laddove le video installazioni raccontano una storia o un concetto, talvolta attraverso metafore, come il lavoro di Chen, Doherty o Hugo, oppure con la cruda realta’ di Ancarani, Farocki / Ehmann, Vroege o Nuis. Impianti favolosi, dislocazione dei video mirata per confronti mai casuali, schermi ad alta visibilita’, audio direzionale impressionate e suggestivo. Sempre importanti le mostre del Mast. ma questa mi e’ particolarmente piaciuta per impostazione e organizzazione, Mi ripeto? Da non perdere.

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Dayanita Singh – MAST, 31-10-2016

Dayanita Singh - MASTCon impressionante regolarita’ il MAST persegue e prosegue la missione di divulgare i grandi artisti della fotografia industriale. Ottimo per noi fedeli visitatori.
Cio’ che piu’ colpisce e’ la capacita’ dei curatori di viaggiare nel tempo e nello spazio dell’arte fotografica, scegliendo nomi atipici o poco conosciuti per i non addetti ai lavori, fatto che si evidenzia ancora di piu’ con Dayanita Singh, nella sua prima esposizione nazionale.
Indiana classe 1961, la Singh si distingue proprio nella capacita’ di annullare tempo e spazio. Complice il perenne bianco e nero, tranne che nella serie Blue Book dove comunque il colere e’ viraggio emozionale ma intenzionalmente i suoi ritratti siano essi uomini o macchine, non riportano indicazioni cronologiche, lasciandoci in balia delle didascalie per comprendere che stiamo vedendo foto di qualche anno, non decenni addietro. L’effetto e’ voluto e l’India profonda aiuta, cosi’ come aiutano i macchinari ripresi da vecchie officine, gli scaffali ricolmi di carte di archivi che in fondo potrebbero essere pure nostri, tanto siamo messi male a burocrazia e digitalizzazione. Ci sono persone, uomini, impiegati in genere ma anche operai, che non lasciano trasparire alcuna forma di modernita’. Ed e’ un bene. Confesso una certa perplessita’ iniziale, dettata piu’ che altro da uno scarso interesse per l’India e annessi, non si discute pero’ la qualita’ del lavoro della Singh, le solide fondamenta strutturali delle serie proposte, rivelandosi tutto sommato tra le mostre piu’ in linea con gli intenti programmatici del MAST. viste sino ad oggi.

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Ceramica, latte, macchine e logistica – Fotografie dell’Emilia-Romagna, MAST 09-07-2016

Ceramica, latte, macchine e logisticaCome spin-off di Fotografia Europea 2016, il MAST propone una mostra che percorre la Via Emilia, arteria vitale dell’Emilia Romagna, macroregione ante litteram, unita ma non troppo, separata in casa da una sana e gaudente rivalita’, sempre con la voglia di fare, crescere, costruire e alla fine godersi la vita che resta, come il collante principale di cio’ che a tutti gli effetti e’ un destino comune. S’intende che la mostra del MAST e’ totalmente indipendente, solo tematicamente legata a Reggio Emilia e in sempre in  accordo con la mission della fondazione, ovvero presentare e raccontare le dinamiche della produzione e dell’industria. Da emiliano nato sulla Via Emilia, e’ pleonastico sentirsi a casa, riconoscendo sfondi e paesaggi, muri e cancellate, le crepe e i cortili persino, che sento parte di me, la sensazione di ognuno a rimirare casa propria del resto. E’ l’Emilia che lavora quella che interessa ai curatori, percio’ vi sono foto storiche di uomini e macchine, che troviamo nell’eccellenza definita da Basilico, Valsecchi e Barbieri, eccellenza tecnica e stilistica delle foto s’intende, perche’ qualcosa sta davvero cambiando, anzi il cambiamento e’ gia’ in atto. Forse sono i particolari di Guido Guidi, i volumi minimi e minimali, gli oggetti che da vicino divengono astrazioni, idee ed e’ l’idea dell’Emilia Romagna che ci si para innanzi, lo spirto e la forza e purtroppo, come gia’ visto a Reggio, quando una regione, tra le piu’ forti a livello nazionale, uno dei motori trainanti dell’economia Italiana, cede sul fronte dei piccoli artigiani votati al lavoro, allora la fine e’ imminente. Sono loro che stanno sparendo, trucidati da questa follia chiamata Europa, dai suoi burattini e se muore l’Emilia, non rimarra’ piu’ niente oltre la bellezza delle immagini, che si fondono con l’orrore del messaggio che ne esce. Ad ogni modo al MAST c’e’  un’esposizione di alta caratura tecnica ed estetica impreziosita dal film-documentario  "Le radici dei sogni – L’Emilia-Romagna tra cinema e paesaggio" di Francesca Zerbetto e Dario Zanasi che coglie appieno la gloria di cio’ che fu e lo sconforto di cio’ che sara’.
Gratuita sino all’11 Settembre 2016. Importante.

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