Piero Manzoni e ZERO. Una regione creativa europea – Francesca Pola

Piero Manzoni e ZeroPresi questo libro in occasione della mostra milanese dedicata a Manzoni del 2014, poi passa il tempo, ci si dimentica delle cose e lo si ritrova con una certa sorpresa a distanza di anni. Innanzitutto e’ un libro fantastico. L’Electa si sa, abitua bene i suoi lettori ma tra la qualita’ della carta, la brossura della copertina, le pagine tutte a colori anche quelle di testo con le annotazioni evidenziate in rosso, ci troviamo di fronte un oggetto che da’ soddisfazioni al solo tenerlo in mano.
Manzoni del resto non merita niente di meno e infatti lo troviamo protagonista di un’epoca che coinvolse artisti non solo italiani ma di tutta Europa.
E’ la cronaca degli anni che dalla seconda meta’ dei 50 sino alla scomparsa dell’artista avvenuta nel 1963, il suo percorso artistico che nel contempo e’ narrazione di molte correnti artistiche, dallo spazialismo di Fontana al nucleare di Baj, ai cinetici del Gruppo N ma soprattutto degli artisti della rivista/galleria Azimuth/Azimut come Bonalumi e Castellani e il Gruppo Zero quindi Mack, Klein, Tinguely e cosi’ via. Anni dove in apparenza tuto era permesso e l’informale svelava al mondo le infinite declinazioni della materia, della forma e del colore, rivoluzionando non solo l’arte ma la percezione stessa che se ne aveva, della filosofia ad essa sottesa, tecniche che prima di tutto richiedevano un nuovo modo di pensare e di ragionare. Francesca Pola senza enfasi e rigorosamente sui fatti, ci racconta di questa stagione privilegiando come e’ ovvio la figura di Manzoni, del quale approfondiamo il lavoro e le concomitanze, le occasioni e gli spostamenti di mostre, gallerie e cambi di marcia stilistici, sempre all’insegna di una straordinaria creativita’ a mio avviso davvero unica nel panorama dell’arte.
Come si diceva il testo potra’ apparire asciutto ma e’ esattamente quello che ci si aspetta quando pretende di essere letto da chi vuole approfondire argomenti gia’ noti attraverso una cronaca puntuale e ottimamente documentata anche dalle tante immagini a corredo. Libro perfetto, sotto ogni punto di vista.

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Piero Manzoni 1933-1963 – (Milano, Palazzo Reale 31-05-2014)

Manzoni 2Certe occasioni non vanno perse e Piero Manzoni val bene una trasferta.
Approfittando degli ultimi giorni a disposizione, si unisce un giro a Milano con la mostra che la sua citta’ gli tributa a oltre 50 anni dalla sua scomparsa.
Come sempre lasciamo le biografie ai biografi e concentriamoci sul lavoro di un artista scomparso troppo giovane, laddove ricordarlo per le sue opere e’ ricordarlo nella sua umanita’ pregna della fantasia che ha saputo esprimere nell’arte.
Egli fu un creativo puro, un concentrato d’idee capace di ribaltare un sistema, quello dell’arte, che non impara mai abbastanza dai propri errori. Rivoluzionario quanto lo fu Duchamp, allievo di un Fontana del quale seppe portare avanti l’astrazione dimensionale, prolungamento ideale del Malevic alla cui sintassi aggiunse la materia e tolse colore. Piu’ di altri, meglio di altri, soprattutto prima di altri, seppe uscire dal sistema schernendolo e spogliandolo ma invece di urlarlo nudo, stette al gioco amplificandone gli aspetti grotteschi e abnormi. In questa ottica "La merda d’artista" che allora fu scandalosa, oggi e’ premonitrice nella sua accezione piu’ letterale e ridicola.
Manzoni 1Ecco, questo e’ Manzoni, uno che si fece beffe dell’Arte, e del suo intorno, senza tentare di smontarla anzi con l’intento nobile e riuscitissimo di rivoluzionaria, amplificarla, glorificarla cosmicamente nell’affermazione programmatica e filosofica che tutto quanto e’ arte, con quello "Socle du monde" dopo il quale, a ben vedere, molte tendenze artistiche del passato ma soprattutto a venire, gia’ sono enunciate e descritte. Sarebbe bastato questo ma firmare i corpi facendone monumenti, far cibare con l’opera d’artista e dell’artista vendere il fiato e’ la forte affermazione di un concetto che si espande nella mistica sacralita’ che senza blasfemia fa nutrire della propria arte di chi di Arte vuole nutrirsi. Si pensi ai suoi achrome, all’utilizzo di materiali poveri, a come trasformo’ la materia in forma e ad inventare il colore attraverso la sua assenza che nella sintesi del bianco, attraverso luci e ombre si scompone in nuovi arcobaleni che nulla hanno a che fare coi prismi.  Oltre Manzoni, sovente il niente o quantomeno in lui troviamo un intero ‘900 che non si esaurisce neppure ai giorni d’oggi e che ancora a lungo lo vedra’ protagonista e anticipatore.
Purtroppo arrivo lungo e probabilmente a questo punto la mostra sara’ gia’ terminata ma nel caso consiglio la visione del documentario di Sky Arte a lui dedicato e comunque andare oltre una esposizione per restare nel suo pensiero attraverso un riconoscimento costante di quanto ha dato nel poco tempo che gli fu concesso.

Mostra Piero Manzoni a Palazzo Reale
Piero Manzoni – Pagina ufficiale

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