Upstream color – Shane Carruth

Upstream colorDopo "Primer" film convincente a meta, eccessivamente confuso e non poco pretenzioso, volevo vedere dove Carruth sarebbe andato a parare ecco percio’ "Upstream color".
Storia di un lombrico che se fatto ingerire ad un essere umano, lo lascia in balia del volere altrui. Questo e’ cio’ che capita ad Amy Seimetz che di colpo si ritrova col conto svuotato, beni personali trafugati e senza lavoro. Incontra Carruth che pare avere avuto lo stesso destino. Tutto converge verso un musicista / rumorista / allevatore di maiali che pare saperla lunga.
Posso dire che si capisce poco o niente? Non so, i giudizi entusiastici piu’ di critica che di pubblico, stanno ad indicare che non ci sono arrivato io, oppure trovo sia un’ipotesi tutt’altro che improbabile che vi sia chi bluffa clamorosamente per amor proprio . Il fatto stesso che il film si presti ad un’ampia gamma d’interpretazioni tutte ugualmente plausibili, lascia intendere che una trama vera e propria non c’e’ il che non e’ male se il tuo cinema e’ d’avanguardia e sperimentale, una tragedia invece se vuoi raccontare una storia. Il fatto stesso che Carruth abbia gia’ dato prova di un certo caos letterario o lo prendiamo come stile o vera e propria incapacita’ d’imbastire una storia sensata. Cosa mi stai dicendo caro regista, che e’ in corso un’invasione aliena? Forse un ritorno alla natura? Un salto evolutivo? E perche’ non un’epocale truffa dagli esiti imprevisti? Non so neppure dare una valutazione in senso generale. Regia da indipendente, fotografia da indipendente, recitazione da indipendente e cio’ suona un po’ troppo spesso stantio, come una scusa per chi non sa fare di meglio se non si sa inventare e proporre una propria visione di cinema.
Mr.Carruth se ha carte da giocare le mostri, la pazienza e’ quasi terminata.

Scheda IMDB

Primer – Shane Carruth

PrimerQuattro giovani ingegneri si ritrovano ogni giorno in un garage per inventare qualcosa. E’ il sogno di un nuovo eldorado targato Silicon Valley, e’ la leggenda dei Gates, dei Wozniak e degli opportunisti alla Jobs ed e’ la storia di ore sottratte alla propria vita, e’ l’investimento di tutti i risparmi, e’ l’incertezza del riuscire.
Questa e’ la situazione, non fosse che ad un certo punto avviene un fatto inaspettato e come spesso accade, ci si accorge solo per caso di aver scoperto qualcosa che va molto oltre i sogni piu’ sfrenati: una macchina del tempo.
Due dei quattro decideranno di non dire nulla agli altri, forse avidita’ o forse e’ la capacita’ di accettare l’idea di avere tra le mani qualcosa che cambiera’ il corso della storia. Dopo i primi esperimenti passare a testare su se stessi e’ un passo obbligato e volerlo sfruttare per i propri interessi, e’ la logica conseguenza.
Pur essendo abituato a leggere e vedere storie con paradossi temporali, confesso che "Primer" mi ha confuso.
Tutto sensato intendiamoci, anzi e’ l’applicazione letterarale del diagramma di Feynman sull’elettrodinamica quantistica, ottimo per basare una storia sui paradossi. E’ che le biforcazioni si basano sui loop percio’ si seguono meno facilmente. Tolto questo, quando si entra nella logica, il viaggio si semplifica.
Semmai e’ Carruth che non ho capito quanto volutamente, accavalla le spiegazioni, introduce elementi che confondono senza inventare qualcosa di realmente nuovo e insomma, l’arte e’ nell’accrescere la trama senza ingarbugliarla, non nel contrario.
Carruth, scrive, dirige e interpreta, musica e produce, spende pochissimo e basa tutto sulle idee, in questi casi non si hanno altre possibilita’. Punta solo sui nerd eccedendo nella spocchiosita’ ma e’ giovane per capire che la grandezza sta nel portare dalla tua ogni categoria di spettatore e che la stratificazione di diversi livelli di lettura e’ un’arte sublime e complicatissima. Ad ogni modo e’ bravo un po’ in tutti i ruoli per quanto ripeto, il suo sia una lavoro per iniziati ed e’ facile fare film cosi’.
Ora si e’ fatto conoscere, aspettiamo il resto. E che sia meglio.

Scheda IMDB

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: