Rothko – Jacob Baal-Teshuva (Taschen)

Rothko TaschenPur amando nel profondo l’arte contemporanea con un occhio di riguardo per l’astratto e l’informale, a lungo ho ignorato Mark Rothko, anzi mi sono spesso domandato per quale ragione esercitasse tanto fascino e soprattutto come avessero fatto le sue opere ad essere tra le piu’ costose al mondo. Poi e’ arrivato il giorno in cui mi sono recato al Tate Modern di Londra e li’ entrando nella stanza a lui dedicata, in un solo istante mi sono perduto nella sua pittura, mi sono smarrito nelle grandi tele che come portali si sono aperte a nuovi livelli emotivi. Da quel momento ogni incontro con una sua opera è stata una grande emozione. Cosa ha fatto la differenza? Vederlo dal vivo e non leggerlo su un libro. Cio’ vale per ogni artista s’intende ma sara’ il grande formato, sara’ lo studio e le ricerca che Rothko mise per giungere a quello straordinario effetto che lui stesso riconosceva e cercava e che quando gli veniva riferito di svenimenti o adulti in lacrime, non se ne stupiva. Pare percio’ un controsenso parlare di un libro ma per chi ha gia’ vissuto questa sensazione ma anche per chi intende farlo, puo’ essere un valido supporto. Come spesso puntualizzo, mi piacciono i Taschen, specie questi di grande formato, ancor meglio se chi cura il testo ha un suo stile brioso, particolarmente narrativo e sa porre i giusti accenti al racconto di una vita d’artista anche quando e’ complicata come nel caso dell’artista lettone naturalizzato statunitense. Bel racconto quindi e s’impara molto, come erano ad esempio le sue opere nel primo periodo espressionista, poi surrealista ed infine nel pieno dell’espressionismo questa volta astratto. Scopro peraltro l’origine delle opere esposte al Tate Modern, tanto per dire. Bel racconto e belle immagini quindi, in stile Taschen ma ancora meglio del solito

Scharoun – Eberhard Syring, Jorg Kirschenmann

Scharoun TaschenEra da un po’ che non mi dilettavo con un Taschen, uno della serie Basic Architecture. Piccolo formato per grandi storie di grandi personaggi e non smettero’ mai di parlare bene di una casa editrice che ha trovato il modo di conciliare qualita’ a basso costo con testi competenti ed ottime fotografie. Parliamo di una monografia, Hans Scharoun, tedesco che ha attraversato il secolo scorso, due guerre e sappiamo bene cosa ha significato farlo in Germania. Personaggio che potremmo inquadrare in tanti modi, razionalista ad esempio ma con una sua idea forte e precisa sull’abitare e il vivere. Architettura funzionale, non un punto di arrivo ma di partenza con al centro sempre e comunque l’uomo e le sue esigenze. In questo lo identifichiamo con altri architetti del suo tempo, Le Corbusier certamente sotto l’impianto teorico e non di meno con contatti ad un Gropius.
Per Scharoun esiste un interno ed e’  dall’interno che l’edificio si sviluppa e cresce ed e’ sempre l’interno ad avere priorita’ rispetto ad ogni altra considerazione. Edifici pubblici come scuole, biblioteche, teatri nascono sempre in funzione del loro obiettivo e di chi lo frequenta. Fino al secondo conflitto mondiale seppe farsi notare per le sue soluzioni d’avanguardia mantenendo pero’ un profilo tendenzialmente basso e lavorando su singole case o piccoli edifici per non scontrarsi col regime nazista che non vedeva di buon occhio il modernismo. Molti sono i progetti che non andarono in porto ma non fuggi’ e quando la guerra fini’ fu uno degli architetti incaricati per la ricostruzione. E’ dagli anni ’50 in poi che troviamo gli edifici piu’ importanti che portano la sua firma, due su tutti la Philharmonie di Berlino e sempre di Berlino la Biblioteca di Stato, veri e proprio monumenti nazionali. Lavoro’ pochissimo all’estero e cio’ forse ha contribuito a frenare la sua fama ma quello che ha fatto e’ bastato a metterlo assieme ai grandi dell’architettura. Il piccolo Taschen racconta tutto questo molto bene, con le splendide foto a colori e il testo essenziale ma senza sbavature. Bello e interessante.

Simbolismo – Norbert Wolf

Simbolismo Norbert WolfNon posso negare che questa lettura sia diretta conseguenza della mostra dedicata Wildt.
Parlare di simbolismo significa coinvolgere innanzitutto la letteratura ma restando sulla pittura e sulla scultura, vuol dire considerare l’arte europea della seconda meta’ dell’ottocento sino ai primi decenni del novecento e non e’ un percorso lineare dai contorni ben definiti perche’ in qualche maniera opere ed artisti simbolisti potrebbero essere annoverati tra impressionisti, romantici fino all’art nouveau o jugendstil.
Il mistero e’ intrinseco nelle opere simboliste, rendendo di fatto ancor piu’ sfumato il confine netto tra generi, restando nel contempo la principale cifra caratterizzante dello stile che rielabora miti antichi mescolandoli a figurazioni pagane e religiose. E’ la descrizione di un altrove, oltre l’uomo e oltre la psiche, il tentativo di superare cio’ che e’ noto e sprofondare nel profondo di un stato d’animo, spesso angosciante e pauroso.
D’altro canto lo spirito dei tempo spingeva verso l’introspezione e gli artisti di ogni arte cercavano a loro modo di esprimere l’oltreumano e oltre l’umano.
Taschen non poteva mancare all’appuntamento con uno dei suoi piccoli ma preziosi volumi tematici, riassunti a tutti gli effetti ma di solito ben scritti e ben documentati e questa volta e’ ben scritto davvero. Norbert Wolf infatti introduce con chiarezza e precisione e in stile Taschen raccoglie un nutrito gruppo di artisti con una scheda e un’opera rappresentativa per ognuno. Inevitabili le assenze, non sempre si e’ d’accordo con certe scelte ma i testi sono competenti e giustificati, l’analisi per quanto sbrigativa tende a non lasciarsi troppo andare.
Insomma, ancora una volta un buon lavoro, anzi nel complesso della linea editoriale, uno dei migliori.

De Chirico – Magdalena Holzhey (Taschen)

De Chirico - TaschenLa recente mostra di de Chirico a Ferrara ha a che fare con questa lettura, e’ scontato, persino ovvio. La vita di de Chirico e’ stata meno avventurosa di altre e indubbio. Fu uomo di tante nazioni, anche di diverse culture per quanto principalmente fu legato al Mediterraneo, Grecia patria natia e Italia nazione di sangue e adozione principalmente ma non meno con lo sguardo teso alla Francia e ai suoi artisti.
Fu senza alcun dubbio una personalita’ complessa, implosa e confusa tra ricordi e la propria tradizione, quel classicismo greco, culla del pensiero e della tradizione Occidentale. Certo resto’ sempre un uomo intimamente solo e la sua solitudine e tutta li’, nelle piazze, nelle stanze, nei manichini senza volto che trasudano energia inesplosa.
Parliamo anche di un artista che espresse il suo meglio un dieci densissimi anni e passo’ il resto della vita a cercare nuove strade, importanti ma che non seppero eguagliare con la stessa forza gli anni della ricerca metafisica.
Al solito Taschen presenta uno dei suoi sunti, un concentrato di fotografie di buona qualita’ su buona carta e un testo per forza di cose stringato ma bonta’ del curatore, sufficiente a definire un profilo dell’artista.
Grandi immagini, didascalie precise, storia e cronologia, insomma ancora una volta un ottimo punto dal quale partire. La Holzhey fa un buon lavoro, concentra gran parte del testo non a caso ai primi due decenni del secolo scorso, il resto e’ una traversamento veloce e ben riassunto.
Prezzo minimo, valore ottimo.

Espressionismo Astratto – Barbara Hess (Taschen)

Espressionismo AstrattoL’ho gia’ ripetuto tante volte ma mi piace ricordarlo, voglio molto bene a  Taschen perche’ credo nella scelta editoriale di proporre ottima stampa ad un costo contenuto, collane economiche elle quali si affiancano a volumi da collezione di qualita’ ancora piu’ elevata ma a prezzi comunque congrui al prodotto.
Credo anche nell’idea di presentare un genere o un artista attraverso un riassunto illustrato con molte foto a corredo, in sostanza qualcosa che non vuole per forza esaurire l’argomento ma indirizzare, stimolare, creare interesse. Cosi’ e’ sempre stato almeno per me, dove i tanti Taschen acquistati nel corso degli anni, hanno contribuito a creare passioni durature e incontri meravigliosi, anche attraverso una sola fotografia.
Si da il caso che "Espressionismo Astratto" di Barbara Hess appartenga alla categoria di libri illustrati e generalisti incentrati su un singolo argomento. Dopo una prefazione che ripercorre la storia del movimento, cause, protagonisti e pretesti, segue la carrellata di artisti che meglio lo rappresentano. Al solito parliamo di due pagine, una di testo sull’autore e un’opera, l’altra con l’opera stessa a piena facciata, e quando si parla di formato XL come questo volume, significa vedere con un buon grado di dettaglio.
I nomi li conosciamo, Jackson Pollock innanzitutto al quale tanto spazio viene giustamente dedicato e comunque colui col quale alla fine si creano paralleli e confronti ma non di meno si parla di Rothko, Willem de Kooning, Lee Krasner e molti altri, anche della seconda generazione del movimento.
Missione nuovamente compiuta e non e’ una caso, il libro e’ servito a farmi conoscere qualche nome nuovo e nell’era di internet, basta un istante per approfondire una storia, e un percorso artistico.
Il prezzo e’ ottimo, le eccellenze ci sono tutte, la stampa non fa rimpiangere niente di piu’.
Fosse solo da sfogliare ogni tanto, merita.

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