Museo Magi ‘900, Pieve di Cento (Ferrara) 30-11-2019

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Fabrizio Loschi – Solchi, Tracciati, Testimoni – Museo Magi ‘900, Pieve di Cento (Ferrara) 30-11-2019

Loschi Magi 1

Loschi Magi 2

Non solo pop! – Reliquaire – Magi ‘900, 05-01-2019

Magi 900 Non solo pop

Magi 900 Reliquarie

Non solo pop!
Reliquaire

Omaggio alla femminilità nella Belle Époque. Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger – MAGI ‘900, 01-07-2107

Omaggio alla femminilità nella Belle Époque. Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger

Magi900-2017

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Magi ‘900 – Pieve di Cento 05-03-2016

Magi900-2016-1Mi ero giurato di tornare al museo Magi ‘900 almeno una volta all’anno, come una specie di pellegrinaggio in un santuario dell’arte. Non sono riuscito a mantenere la promessa ma per una nobile causa. Si perche’ dopo lunghi mesi di grandi lavori, il museo ampio e gia’ sviluppato su cinque piani, si e’ ulteriormente allargato con tre nuove sale, nuovi spazi espositivi tematici, duemila metri quadrati in piu’ per un totale di novemila, migliaia di opere che raccontano di un novecento artistico italiano vivo, vivissimo, straordinario.
Non voglio dilungarmi su Giulio Bargellini, il fondatore, la sua storia e il suo impegno artistico, umano e  civile, una vita fatta di coraggio e ingegno, scelte personali che hanno coinciso col bene comune. Imprenditore e mecenate non si e’ limitato all’accumulo di beni ma ha reso il suo tesoro disponibile alla comunita’ attraverso il Magi ‘900, un museo che non ho timore a definire tra i migliori d’Italia, sovente superiore a strutture pubbliche infinitamente piu’ costose, decisamente ridotte e peggio conservate. In questa povera patria disintegrata e destinata ad un triste destino, i pochi scampoli di eccellenza e bellezza sono spesso gestiti dai privati.
Magi900-2016-Guerrino BardeggiaInsisto su questo aspetto perche’ e’ giusto che a un uomo come Bargellini vengano tributati onori e meriti, insignito delle piu’ alte considerazioni per la sua instancabile dedizione che perdura ancora oggi malgrado l’eta’ non sia piu’ verde ma che nulla toglie al grande impegno e passione. Ad ogni modo se la parte storica e’ rimasta pressoche’ immutata e per la quale v’invito a rileggere il post che gli dedicai a suo tempo, le nuove sale sono dedicate all’arte africana con la presentazione della Biennale d’arte del Malindi alla quale Bargellini e’ molto legato piu’ un ampio spazio dedicato all’artista Esther Mahlangu. Non manca l’altra parte del globo, il Sudamerica, rappresentato dall’arte precolombiana di Cesare Siviglia. La parte pero’ che ho amato di piu’ e che mi ha letteralmente incantato e’ la sala d’arte aniconica contemporanea, impressionante in quantita’ e qualita’ ma soprattutto straordinariamente curata da Valeria Tassinari che decidendo per una disposizione estetica a comparti isolati, mette in dialogo artisti e opere anche lontani ma affini nel segno, un criterio efficacissimo nel sottolineare le peculiarita’ di quadri e sculture e dare cotinuita’ a temi e tecniche inaspettatamente vicini nel giusto anche se talvolta lontani nel tempo. Meraviglioso. Non meno importante e’ il piano superiore, dedicato all’arte figurativa e ai nuovi realismi, stile sottovalutato, talvolta osteggiato dalla cricca in auge, una battaglia quella del figurativo che sempre piu’ persone portano avanti e che il Magi ‘900 dimostra che si puo’ vincere. Evito elenchi tanta e’ la presenza massiccia di opere, dico solo che per i profani come il sottoscritto oltre alla bellezza si aggiunge la possibilita’ di vedere artisti fuori dai soliti circuiti, imparare oltre il piacere.
In ultimo ma non ultimo, ambiente tirato a lucido, illuminazione all’altezza e atmosfera perfetta. Anche il personale gentile e disponibile accresce l’eccellenza del museo. Fate un salto anche al bookshop, i migliori cataloghi in circolazione si portano a casa ad un prezzo davvero speciale.
Lo dico moderando enfasi ed entusiasmo ma il viaggio a Pieve di Cento, localita’ che non offre molto ma ad un passo sia da Bologna che Ferrara, vale una visita, poi un’altra e un’altra ancora.

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Museo Magi ‘900, Pieve di Cento. Mostra permanente

MAGI900-1Scrivevo che le eccellenze in Italia ci sono e spesso nascono dalla volonta’ e dall’impegno di pochi illuminati che sanno andare oltre il ruolo che la societa’ gli riconosce e spesso oltre i limiti imposti dall’idea che senza lo Stato non si possa realizzare nulla, malgrado l’esperienza insegni che cio’ che non funziona e’ un apparato che invece di fungere da volano, agisce da freno sia alla libera impresa, cosi’ come nell’espressione dell’arte.
Giulio Bargellini, il fondatore del Museo Magi ‘900, appartiene senza alcun dubbio a quella non troppo nutrita schiera di uomini che hanno saputo col proprio ingegno, produrre il giusto profitto e i meritati riconoscimenti personali ma non per questo hanno trascurato quegli obblighi sociali che dovrebbero essere acquisiti in chiunque e che i piu’ abbienti possono trasformare in mecenatismo. Bargellini e’ collezionista, esperto d’arte e generosamente ha reso pubbliche qualcosa come 2000 opere, raccolte ora nella zona piu’ vasta del museo.
MAGI900-2Oltre alle esposizioni tematiche che di volta in volta si susseguono, resta la mostra permanente, vero fiore all’occhiello del museo e vanto personale di Bargellini. Cio’ che e’ esposto appartiene in gran parte alla sua collezione personale e privata, oltre alle testimonianze di passate manifestazioni artistiche volute, organizzate e sovvenzionate come la Biennale di Malindi o l’apporto ad artisti e movimenti che da Bargellini ebbero amicizia e sostegno come la Metacosa e il Movimento Madi.
Cinque piani di quadri e sculture, l’intero ‘900 che passa davanti ai nostri occhi coi suoi nomi piu’ illustri e rappresentativi che l’hanno caratterizzato. Ne cito alcuni ma l’elenco e’ davvero lungo: Afro, Burri, Campigli, Capogrossi, Carrà, Casorati, De Chirico, Depero, Fontana, Gentilini, Guttuso, Manzoni, Modigliani, Pozzati,  Sassu, Scanavino,  Severini,  Sironi, Vedova e ancora oltre ma cio’ basti a dare senso e valore alla raccolta.
MAGI900-3Recentemente alla collezione si sono aggiunte tredici opere d’arte provenienti dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento, che furono sgomberate dopo i crolli provocati dal terremoto del 2012.
Un bel gesto da parte del museo che oltretutto mette a confronto l’arte del XV secolo con quella odierna.
Le raccolte sono organizzate tematicamente in ampi spazi facilmente percorribili e corredati di pannelli esplicativi e cataloghi consultabili.
Ammetto in fondo di non aver detto molto oltre quanto sia possibile leggere sul bel sito del museo ma ci tenevo a far conoscere questa bella realta’ legata oltretutto all’Emilia, mia terra d’origine e in qualche modo contribuire a diffondere l’idea che c’e’ un’Italia che funziona, un’Italia bellissima che senza retorica e clamori, ancora regala successi.

Museo MAGI ‘900

Bonjour M. Sepo – Museo Magi ‘900, Pieve di Cento 21-12-2013

Sepo2In qualche modo ci siamo convinti che le eccellenze siano sempre altrove e che per fare un museo servano soldi a vagonate, sindaci piacioni e tronfie archistar.
Invece accade di trovare in una piccola provincia ai bordi dell’impero, un grande museo di arte contemporanea, molto attivo, ben organizzato e per molti versi sorprendente.
L’occasione di visitarlo nasce dall’esposizione di opere di Severo Pozzati in arte Sepo, grande pittore, disegnatore e cartellonista pubblicitario che tanta fama e successo ebbe attorno e oltre il 1920, in specialmodo dopo che si trasferi’ a Parigi.
Pozzati nacque nel Ferrarese e mori’ a Bologna esattamente 30 anni fa, forte e’ il legame con questa terra e proprio qui la nipote volle donare una corposa collezione delle sue opere, gesto necessario ed importante per ricordare e far conoscere il lavoro di un artista apprezzato ben oltre i confini nazionali.
I suoi committenti furono nomi importanti, molti di questi lo sono ancora oggi e iniziando dal natalizio e consono al periodo, panettone Motta, l’operazione forse piu’ rappresentativa e riuscita, ha proseguito con una miriade di altri marchi, italiani e d’oltralpe.
Permangono le testimonianze di grandi artisti e pubblicitari che in lui hanno visto un antesignano del moderno linguaggio pubblicitario e cito due su tutti, Munari e Testa.
Sepo1Innovativo, rivoluzionario talvolta, i suoi antropomorfismi precedono attraverso l’intuizione studi sociali e comportamentali che caratterizzeranno il metodo scientifico  attraverso il quale oggi i prodotti vendono venduti, senza scordare in tutto questo, l’aspetto artistico spesso anticipatore di stili e tecniche,
In effetti non e’ improbabile trovarsi di fronte ad una sua realizzazione, meglio dire opera e non riuscire a datarla, laddove il colpo d’occhio e un po’ di conoscenza, a stento sanno riconoscere il decennio e non di meno, indubbio segno della capacita’ di coltivare un’idea senza legarla ad un periodo o alla moda, la miglior prova possibile si stia parlando di arte e non merce.
La mostra prosegue con l’esposizione di disegni e schizzi giovanili e altri invece realizzati verso la fine del 1950 anni del rientro di Pozzati in Italia, dove dipingere divenne la sua principale attivita’, in un crescente successo che si protrasse sino al 1974, anno della sua prima antologica tenuta proprio a Bologna, la citta che lo vide spegnersi nel 1983.
Piccola mostra ma importante e se come si diceva, per le eccellenze non serve andare troppo lontano, non solo nello spazio ma anche nella memoria. Purtroppo non resta molto tempo  ma il mio e’ un invito sentito per fare il possibile e visitarla, approfittando s’intende anche del resto della mostra permanente.

Pagina del Museo Magi ‘900 dedicata alla mostra di Saverio Pozzati.

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