Signori, si cambia.

Con rammarico e molta tristezza, mi trovo costretto a sospendere le pubblicazioni sul blog, almeno nella forma usata sino ad oggi. 
Dopo quasi 800 film, 250 eventi, oltre 350 libri, per ragioni di tempo devo rinunciare ad andare oltre. Spero un domani di poter riprendere con questi ritmi ma intanto il blog resta, continuero’ a documentare cio’ che vedo e sento anche senza commenti, mantenendo almeno in parte la missione d’origine: un diario per me, un buon consiglio (spero) per chi mi segue.
Ho ancora parecchio materiale inedito che postero’ nelle prossime settimane e comunque non e’ un addio e neppure un arrivederci, piu’ piccolo ma resto sempre qua.
Grazie.

Max

Richard Rogers – Robert Torday

Richard Rogers

I giovani infelici (da Lettere luterane) – Pier Paolo Pasolini

Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri.
Non importa se i figli sono buoni, innocenti, pii: se i loro padri hanno peccato, essi devono essere puniti.
È il coro – un coro democratico – che si dichiara depositario di tale verità: e la enuncia senza introdurla e senza illustrarla, tanto gli pare naturale.
Confesso che questo tema del teatro greco io l’ho sempre accettato come qualcosa di estraneo al mio sapere, accaduto «altrove» e in un «altro tempo». Non senza una certa ingenuità scolastica, ho sempre considerato tale tema come assurdo e, a sua volta, ingenuo, «antropologicamente» ingenuo.
Ma poi è arrivato il momento della mia vita in cui ho dovuto ammettere di appartenere senza scampo alla generazione dei padri. Senza scampo, perché i figli non solo sono nati, non solo sono cresciuti, ma sono giunti all’età della ragione e il loro destino, quindi, comincia a essere ineluttabilmente quello che deve essere, rendendoli adulti.
Ho osservato a lungo in questi ultimi anni, questi figli. Alla fine, il mio giudizio, per quanto esso sembri anche a me stesso ingiusto e impietoso, è di condanna. Ho cercato molto di capire, di fingere di non capire, di contare sulle eccezioni, di sperare in qualche cambiamento, di considerare storicamente, cioè fuori dai soggettivi giudizi di male e di bene, la loro realtà. Ma è stato inutile. Il mio sentimento è di condanna. I sentimenti non si possono cambiare. Sono essi che sono storici. È ciò che si prova, che è reale (malgrado tutte le insincerità che possiamo avere con noi stessi). Alla fine – cioè oggi, primi giorni del ’75 — il mio sentimento è, ripeto, di condanna. Ma poiché, forse, condanna è una parola sbagliata (dettata, forse, dal riferimento iniziale al contesto linguistico del teatro greco), dovrò precisarla: più che una condanna, infatti il mio sentimento è una «cessazione di amore»: cessazione di amore, che, appunto, non da luogo a «odio» ma a «condanna».
Io ho qualcosa di generale, di immenso, di oscuro da rimproverare ai figli. Qualcosa che resta al di qua del verbale: manifestandosi irrazionalmente, nell’esistere, nel «provare sentimenti». Ora, poiché io — padre ideale – padre storico – condanno i figli, è naturale che, di conseguenza, accetti, in qualche modo l’idea della loro punizione.
Per la prima volta in vita mia, riesco così a liberare nella mia coscienza, attraverso un meccanismo intimo e personale, quella terribile, astratta fatalità del coro ateniese che ribadisce come naturale la «punizione dei figli».
Solo che il coro, dotato di tanta immemore, e profonda saggezza, aggiungeva che ciò di cui i figli erano puniti era la «colpa dei padri».

Leggi il resto dell’articolo

Midnight Special – Jeff Nichols

Midnight Special

Scheda IMDB

Blue Steel – Bersaglio mortale – Kathryn Bigelow

Blue SteelJamie Lee Curtis e’ una giovane poliziotta appena diplomata che si trova ad affrontare il suo primo criminale durante una rapina al supermercato.
Il tizio finira’ crivellato di colpi, la pistola di lui sara’ rubata da Ron Silver, broker con un esaurimento nervoso galoppante che da quel momento diventera’ un assassino, il fidanzato di lei e stalker. In quest’ordine. La Bigelow nel 1989 era gia’ al terzo film, dopo il piu’ che discreto "Near Dark" e ad un passo dal favoloso "Point Break". Sempre stata in gamba la signora e sotto lo stretto profilo cinematografico non manca nulla, per lo meno riguardo i film di genere.
Il vero dramma della pellicola e’ lo script, una roba improbabile gia’ a quel tempo, a partire dall’incipit di una rapina dove una mezza dozzina di persone sdraiata per terra e un cassiere a 10 cm dal criminale, non vedono una pistola e un agente di borsa milionario che trova il tempo di stalkerare una poliziotta.
Lasciamo perdere a quando si arriva a sentire le voci e non voglio neppure pensare che vi sia un intento politico nel dare addosso a yuppies ed affini. Voglio dire, il film e’ gia’ abbastanza stupido cosi’. Immagino anche che il matrimonio con Cameron sia la ragione per la quale il solito Silver agente di borsa, si trasforma in un Terminator inarrestabile, con un finale di sparatorie alla John Woo ma senza il suo brio e il suo spasso.  La Curtis fa quello che deve fare, poi insomma era un gran bel vedere, Silver e’ odioso ma e’ li’ per quello, non male Clancy Brown il collega poliziotto in uno dei suoi ruoli piu’ convincenti.
Insomma un filmaccio costruito su una tensione che non esiste, figlio del suo tempo ma improbabile anche allora.

Scheda IMDB

Astrid Kirchherr with the Beatles – Palazzo Fava, 15-07-2017

Astrid Kirchherr with the Beatles 1

Astrid Kirchherr with the Beatles 2

Pagina ufficiale

Miro’! Sogno e colore – Palazzo Albergati, Bologna 15-07-2017

Miro' Bologna 1

Miro' Bologna 2

Pagina ufficiale

Cinecittà. La fabbrica dei sogni – Veronica Bianchini, Roberto Burchielli

Cinecitta

Vice – Brian A. Miller

ViceLa tecnologia s’e’ spinta sino alla creazione di esseri sintetici un tutto e per tutto simili all’uomo ma per ora il loro utilizzo e’ relegato al ruolo di giocattoli in un Disney World per adulti dove tutto e’ permesso, anche la distruzione perche’  tanto i balocchi si riparano. Uno di questi giocattoli e’ Ambyr Childers, di professione barista, di fatto androide resettata ogni notte. Accade pero’ che il reset non funzioni e giustamente ad essere sparata, stuprata, accoltellata, soffocata ogni santo giorno non le va, percio’ fugge.
Da un lato ci sara’  Bruce Willis il padre padrone della struttura, dall’altro Thomas Jane, poliziotto col dente avvelenato perche’ a suo dire, chi esce dal parco ripete le gesta violenta nel mondo reale. Finira’ in un bel casino.
Film stroncatissimo con qualche buona ragione e altre no. Che sia una palese derivazione di "Westworld" o "il mondo dei robot" e’ da intendersi come omaggio, non plagio. Per certi versi il confronto e’ piu’ interessante sotto il profilo sociologico che letterario. L’uomo del XXi secolo deve uccidere, violentare, picchiare donne, sparare ad innocenti, l’uomo del XX secolo invece giocava ai cowboy, ai cavalieri. Magari riflettiamoci tutti. Tolto questo e’ chiaro che l’incipit e’ una fesseria, figuriamoci se ci si accontenterebbe di usare delle AI come burattini. Pure il resto, la storia della moglie morta, i soliti virus informatici funzionano poco. Anche la solita inutile campagna pro-macchina e contro-uomo si spera termini presto perche’ puzza di marcio.
Mi sono piaciute le citazioni quello si, il fatto che siano esplicite e volute. Non male anche lo stile pieno di fumo e neon abbaglianti degli anni ’80. A volte eccessivi ma carini dai, in fondo ci stanno pure loro.
Chiaro che se non piacciono Miller lo si si tronca, al contrario gli lascio la sufficienza. Sufficienza anche per gli attori, tolto Willis imbolsito come nello spot di telefonini, pare lui quello artificiale.
Per me e’ passabile ma capisco chi non lo ritiene tale.

Scheda IMDB

Enemy – Denis Villeneuve

Enemy

Scheda IMDB

Earth to Echo – David Green

Earth To EchoI post-nativi digitali possono riservare sorprese. E’ possibile che essendo nati a tecnologie consolidate, sappiano gestirle attivamente al contrario dei loro predecessori o cosi’ almeno sembra seguendo le avventure di tre ragazzini in eta’ prepuberale, quel periodo  in cui non si e’ piu’ bambini ma nemmeno adolescenti, laddove la donna e’ una roba strana che desta molta curiosita’ ma ancora non si sa bene che farsene e l’autoconsapevolezza spinge forte.
Ebbene i tre amici sono in procinto di trasferirsi perche’ il loro quartiere sara’ distrutto per far passare una superstrada. Il commiato e’ triste ma anche strano dal momento in cui tutti i cellulari smettono di funzionare contemporaneamente. 
Uno dei tre intuisce sia una specie di segnale e seguendolo, la loro ultima notte assieme, sara’… dell’altro mondo.
Film per giovani spettatori ma indubbiamente gradevole. C’e’ la parabola del crescere nel viaggio che ricorda "Stand by me" mescolata alla stupefacente avventura di "E.T." e tutto l’intorno di apologia dell’amicizia, della diversita’, dell’amore cosmico. Il mix e’ a tratti retorico ma non scade mai nell’indecente, per quanto l’alienino con le fattezze da gufetto si poteva e si doveva evitare. Sorprendenti i giovani protagonisti perche’ nel girato digitale come fossero cellulari o altre cam, non per un momento paiono recitare e la spontaneita’ e’ totale. Evidentemente il casting e’ stato perfetto e probabilmente la regia saggia, misurata e convincente. Certo, David Green e’ uno di quel target li’, poca esperienza, molta televisione per ragazzi percio’ il film gli e’ cucito addosso. Certo la trama non e’ che sia tutta questa meraviglia, talvolta inconsistente, altre incoerente, giocata come un videogame a livelli anch’essa segue il trend e il target del prodotto.
Roba per adolescenti che si fa voler bene, dura poco, impegna ancora meno, si puo’ fare.

Scheda IMDB

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: