Signori, si cambia.

Con rammarico e molta tristezza, mi trovo costretto a sospendere le pubblicazioni sul blog, almeno nella forma usata sino ad oggi. 
Dopo quasi 800 film, 250 eventi, oltre 350 libri, per ragioni di tempo devo rinunciare ad andare oltre. Spero un domani di poter riprendere con questi ritmi ma intanto il blog resta, continuero’ a documentare cio’ che vedo e sento anche senza commenti, mantenendo almeno in parte la missione d’origine: un diario per me, un buon consiglio (spero) per chi mi segue.
Ho ancora parecchio materiale inedito che postero’ nelle prossime settimane e comunque non e’ un addio e neppure un arrivederci, piu’ piccolo ma resto sempre qua.
Grazie.

Max

Dracula 3D – Dario Argento

Dracula 3DIl concerto di Simonetti e i suoi Goblin ha risvegliato la voglia di vedere e rivedere il buon vecchio Dario ricordandomi in effetti di aver mancato il suo ultimo "Dracula". In sostanza egli riprende il soggetto a dir poco classico e lo riscrive a modo suo, girandolo udite udite, in 3D.
La cosa piu’ difficile a questo punto e’ non dirne troppo male. Flop a dir poco clamoroso, una roba che non sono andati a vederlo nemmeno i parenti stretti di attori e maestranze e non si capisce il perche’ se non vedendolo.
Non c’e’ una, dico una cosa con un senso in un progetto inspiegabile sin dalla concezione. Sono dell’idea che se devi reinventare un classico, lo fai se hai qualcosa da offrire senno’ meglio lasciar perdere. Se poi e’ coinvolto uno come Argento che ha scritto la storia dell’horror mondiale, il mistero s’infittisce o al contrario s’affaccia alla mente un solo possibile motivo. Soldi. Forse chi ha pagato ha soldi ma poca fantasia, forse poca cultura e Dracula e’ il solo nome che conosce. Mazzetta in mano al regista e ordine di tirarci fuori qualcosa. Di Argento non c’e’ nulla, non nel testo, non nella regia, giusto qualche morte violenta di suo stile. Se alla tragedia della sceneggiatura si aggiunge la desolazione della recitazione, si spiega davvero tutto A parte che Thomas Kretschmann sara’ pure bravo ma con quella faccia da gerarca nazista da cinema nazisploitation e’ un improbabilissimo Dracula, la coproduzione spagnola impone Unax Ugalde come Jonathan Harker e davvero, sara’ tutto l’insieme ma e’ davvero pessimo, cosi’ come e’ pessima  Marta Gastin i/ Mina e senza troppe soprese Asia Argento dimostra ancora una volta che cio’ che Madre Natura le ha negato in recitazione, gliel’ha messo nelle tette. Un discorso a parte lo merita Rutger Hauer, ormai coinvolto in queste misere produzioni ed e’ un grande dolore rivederlo in queste condizioni.
Il suo Van Helsing e’ pessimo e voglio convincermi non sia dipeso tutto da lui. Immenso il nudo di Miriam Giovanelli, un pezzo di… come dire… si quella, che non finisce piu’.
Purtroppo il film non lo puoi affrontare nemmeno dal lato comico, e’ talmente brutto che nemmeno come trash funziona. Orrendo e inspiegabile, da vedere in quanto mostruosita’.

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1927 Il ritorno in Italia – Museo Salvatore Ferragamo, Firenze 22-07-2017

Museo Ferragamo

Museo Ferragamo, Balla

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Because the night: 40 anni di concerti a Firenze – Istituto degli Innocenti, Firenze 22-07-2017

Because the night 40 anni di concerti a Firenze - Vasco Rossi

Because the night 40 anni di concerti a Firenze - Dalla De Gregori

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Ytalia – Forte di Belvedere, Firenze 22-07-2017

Ytalia, Igloo Merz

Ytalia, Remo Salvadori

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Richard Rogers – Robert Torday

Richard Rogers

I giovani infelici (da Lettere luterane) – Pier Paolo Pasolini

Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri.
Non importa se i figli sono buoni, innocenti, pii: se i loro padri hanno peccato, essi devono essere puniti.
È il coro – un coro democratico – che si dichiara depositario di tale verità: e la enuncia senza introdurla e senza illustrarla, tanto gli pare naturale.
Confesso che questo tema del teatro greco io l’ho sempre accettato come qualcosa di estraneo al mio sapere, accaduto «altrove» e in un «altro tempo». Non senza una certa ingenuità scolastica, ho sempre considerato tale tema come assurdo e, a sua volta, ingenuo, «antropologicamente» ingenuo.
Ma poi è arrivato il momento della mia vita in cui ho dovuto ammettere di appartenere senza scampo alla generazione dei padri. Senza scampo, perché i figli non solo sono nati, non solo sono cresciuti, ma sono giunti all’età della ragione e il loro destino, quindi, comincia a essere ineluttabilmente quello che deve essere, rendendoli adulti.
Ho osservato a lungo in questi ultimi anni, questi figli. Alla fine, il mio giudizio, per quanto esso sembri anche a me stesso ingiusto e impietoso, è di condanna. Ho cercato molto di capire, di fingere di non capire, di contare sulle eccezioni, di sperare in qualche cambiamento, di considerare storicamente, cioè fuori dai soggettivi giudizi di male e di bene, la loro realtà. Ma è stato inutile. Il mio sentimento è di condanna. I sentimenti non si possono cambiare. Sono essi che sono storici. È ciò che si prova, che è reale (malgrado tutte le insincerità che possiamo avere con noi stessi). Alla fine – cioè oggi, primi giorni del ’75 — il mio sentimento è, ripeto, di condanna. Ma poiché, forse, condanna è una parola sbagliata (dettata, forse, dal riferimento iniziale al contesto linguistico del teatro greco), dovrò precisarla: più che una condanna, infatti il mio sentimento è una «cessazione di amore»: cessazione di amore, che, appunto, non da luogo a «odio» ma a «condanna».
Io ho qualcosa di generale, di immenso, di oscuro da rimproverare ai figli. Qualcosa che resta al di qua del verbale: manifestandosi irrazionalmente, nell’esistere, nel «provare sentimenti». Ora, poiché io — padre ideale – padre storico – condanno i figli, è naturale che, di conseguenza, accetti, in qualche modo l’idea della loro punizione.
Per la prima volta in vita mia, riesco così a liberare nella mia coscienza, attraverso un meccanismo intimo e personale, quella terribile, astratta fatalità del coro ateniese che ribadisce come naturale la «punizione dei figli».
Solo che il coro, dotato di tanta immemore, e profonda saggezza, aggiungeva che ciò di cui i figli erano puniti era la «colpa dei padri».

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Midnight Special – Jeff Nichols

Midnight Special

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Blue Steel – Bersaglio mortale – Kathryn Bigelow

Blue SteelJamie Lee Curtis e’ una giovane poliziotta appena diplomata che si trova ad affrontare il suo primo criminale durante una rapina al supermercato.
Il tizio finira’ crivellato di colpi, la pistola di lui sara’ rubata da Ron Silver, broker con un esaurimento nervoso galoppante che da quel momento diventera’ un assassino, il fidanzato di lei e stalker. In quest’ordine. La Bigelow nel 1989 era gia’ al terzo film, dopo il piu’ che discreto "Near Dark" e ad un passo dal favoloso "Point Break". Sempre stata in gamba la signora e sotto lo stretto profilo cinematografico non manca nulla, per lo meno riguardo i film di genere.
Il vero dramma della pellicola e’ lo script, una roba improbabile gia’ a quel tempo, a partire dall’incipit di una rapina dove una mezza dozzina di persone sdraiata per terra e un cassiere a 10 cm dal criminale, non vedono una pistola e un agente di borsa milionario che trova il tempo di stalkerare una poliziotta.
Lasciamo perdere a quando si arriva a sentire le voci e non voglio neppure pensare che vi sia un intento politico nel dare addosso a yuppies ed affini. Voglio dire, il film e’ gia’ abbastanza stupido cosi’. Immagino anche che il matrimonio con Cameron sia la ragione per la quale il solito Silver agente di borsa, si trasforma in un Terminator inarrestabile, con un finale di sparatorie alla John Woo ma senza il suo brio e il suo spasso.  La Curtis fa quello che deve fare, poi insomma era un gran bel vedere, Silver e’ odioso ma e’ li’ per quello, non male Clancy Brown il collega poliziotto in uno dei suoi ruoli piu’ convincenti.
Insomma un filmaccio costruito su una tensione che non esiste, figlio del suo tempo ma improbabile anche allora.

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Astrid Kirchherr with the Beatles – Palazzo Fava, 15-07-2017

Astrid Kirchherr with the Beatles 1

Astrid Kirchherr with the Beatles 2

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Miro’! Sogno e colore – Palazzo Albergati, Bologna 15-07-2017

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