Signori, si cambia.

Con rammarico e molta tristezza, mi trovo costretto a sospendere le pubblicazioni sul blog, almeno nella forma usata sino ad oggi. 
Dopo quasi 800 film, 250 eventi, oltre 350 libri, per ragioni di tempo devo rinunciare ad andare oltre. Spero un domani di poter riprendere con questi ritmi ma intanto il blog resta, continuero’ a documentare cio’ che vedo e sento anche senza commenti, mantenendo almeno in parte la missione d’origine: un diario per me, un buon consiglio (spero) per chi mi segue.
Ho ancora parecchio materiale inedito che postero’ nelle prossime settimane e comunque non e’ un addio e neppure un arrivederci, piu’ piccolo ma resto sempre qua.
Grazie.

Max

Star Trek: Beyond – Justin Lin

Star Trek BeyondCome e’ noto, sono profondamente contrario ai reboot, squallido stratagemma per un cinema a corto di mezzi sinaptici e comunque se deve essere fatto, che sia fatto bene. Star Trek e’ qualcosa di fondante nel mio immaginario, figuriamoci quindi come posso aver preso la sua riscrittura. A bocconi amari ho pure digerito la minestra per trovarmi con cosa? Questa roba chiamata Beyond.
Non so come definirla, e’ una roba su tante e non si capisce perche’ l’equipaggio dell’Enterprise debba trascorrere gran parte del suo tempo su qualche pianeta invece che nello spazio, anzi s’e’ pensato bene di distruggere l’astronave praticamente da subito (spoilero e non me ne frega nulla, tanto questa e’ robaccia). Regia data in mano a un mister "Fast & Furious", la spazzatura piu’ profumata di Hollywood e attenzione, non e’ che sputo sopra all’ignoranza anzi, ma Star Trek merita piu’ rispetto. Infatti il tizio non riesce a fare di meglio che infilare una moto su un pianeta alieno nel XXIII secolo e metterci sopra Kirk come l’ultimo dei tamarri. Le scene d’azione spesso ridicole sono colpa sua, Il testo invece e’ di Simon Pegg assieme ad un altro tizio e la tragedia sta tutta li’.
Dire che Pegg ha toppato e’ puro eufemismo. Ironia eccessiva, nel senso di fuori luogo in situazioni che inutilmente si trasformano in pantomime, dialoghi da commedia americana, battute che una va bene, due e’ forzatura. Poi un film che esordisce con Kirk annoiato della missione quinquennale vuol dire che di Star Trrek non sai niente, non hai capito niente, non hai visto niente. In compenso deve a tutti i costi raccontarci che Sulu e’ un pederasta, una tale cretinata che persino George Takei pederasta per davvero, e’ andato contro questa decisione.
Disintegrare una saga storica per cosa, attirare il pubblico giovane? Da giovane Star Trek mi attrasse per l’avventura e l’intelligenza percio’  se l’andazzo e’ questo, forse e’ perche’ sono spariti i giovani. O l’intelligenza.

Scheda IMDB

Warcraft, L’inizio – Duncan Jones

Warcraft, L'inizioNon mi sono mai piaciuti gli strategici in tempo reale, credo sia una questione di indole. Del videogioco preferisco la parte adrenalinica o se deve essere puzzle, che sia adventure o gli action game alla "Tomb Raider".
Ecco perche’  quando la Blizzard pubblico’ il primo Warcraft nel 1993 lo ignorai totalmente, pur ricordando il clamore mediatico dell’epoca, continuato poi nel tempo sino ad oggi, con l’uscita del film nelle sale. In mezzo ci sono stati infiniti episodi, libri, fumetti e insomma, e’ nato un vero e proprio universo letterario. Il film parte dall’inizio, cioe’ dall’invasione di Azeroth il mondo degli umani, nani, maghi e altre razze, da parte degli orchi. In realta’ le tinte non sono cosi’ nette come sembrerebbe perche’ tra gli orchi c’e’ chi si ribella al capo stregone Guldan e tra gli umani c’e’ chi ha a che fare in prima persona con l’invasione. Insomma l’intreccio e’ determinante ai fini della storia che qui inizia e puo’ svilupparsi in infinite puntate.
L’impressione infatti e’ di qualcosa a lunghissimo termine che probabilmente non si fermera’ al cinema, anzi scommetto che la produzione attenda un drastico calo dei costi delle tecnologie per farne una serie televisiva. Gli effetti speciali sono impressionanti, il realismo degli orchi sfiora le perfezione e crea di fatto una nuova possibilita’ cinematografica, quella cioe’ che fa a meno dell’attore stesso rivestendo chiunque di una forma digitale. Credo faccia parte dell’investimento inziale, poter contare su un numero indeterminato di seguiti senza bisogno di reboot o fesserie del genere. Saltiamo percio’ a pie’ pari il giudizio sugli interpreti per quanto non mi siano dispiaciuti, nessun grande nome ma buone performance per tutti. Jones e’ tutto sommato bravo. Sa essere originale all’interno di un brand gia’ caratterizzato e tecnicamente trova soluzioni interessanti, senza esagerare pur nel pieno dell’azione. Il film e’ molto buono nel finale, una certa stasi nella parte centrale in attesa dell’inevitabile scontro, un tempo troppo lungo per la sola caratterizzazione dei personaggi comunque ben realizzata.
Buon inizio non c’e’ dubbio, pronti a cio’ che verra’.

Scheda IMDB

Francofonia – Alexandr Sokurov

FrancofoniaAccade talvolta che giudizi, pareri, opinioni si fossilizzino in noi come tautologie acritiche e atemporali, percio’ Sokurov resta nella memoria come il primo tra i registi viventi, uno dei piu’ grandi di sempre ma non si coglie l’esatta valenza del proprio giudizio fintantoche’ non lo si torna a vedere e ogni ragionamento trova nuove conferme. Cos’e’ "Francofonia"? E’ un film, un documentario, una docufiction direbbe qualche neologista imbecille. Giornalisti cretini e distributore fazioso dicono "Il Louvre sotto occupazione" o come s’e’ letto, il racconto di come la Francia salvo’ i propri tesori dalla barbarie nazista. Altra stampa, altre culture, altre intelligenze, dicono "Elegia d’Europa" e ritroviamo Sokurov, le sue idee, il suo cinema e il senso vero e profondo della sua opera. Si c’e’ la Francia occupata, le opere nascoste dalla possibile avidita’ dei vincitori, la stessa avidita’ che la Francia ebbe quando fu lei a conquistare le altre nazioni e noi italiani le ricordiamo bene le razzie che subimmo ma si racconta di come fu un nazista, il conte Franz Wolff-Metternich a nascondere opere che qualche generalissimo, forse il Fuhrer in persona, probabilmente avrebbero fatte proprie.
Ma e’ il Louvre ad essere protagonista, non l’edificio s’intende ma cio’ che incarna, lo spirito fondante di una nazione. Il film racconta del rapporto tra popoli, arte e potere ed e’ tutto talmente semplice, cosi’ lampante che e’ persino banale capire come il popolo sia la sua arte e l’arte e’ il popolo, percio’ ogni forma di potere, possedendo l’arte, possiede chi l’ha creata. Ecco perche’ sovrani prima, Napoleone Bonaparte poi, raccolsero nel Louvre i simboli delle proprie conquiste. I nazisti non erano ne’ diversi ne’ vollero fare meno, non sono stati i primi e non saranno gli ultimi. Gli europei, dice Sokoruv, si riconoscono guardando loro stessi negli occhi dei ritratti ed e’ questo il vero, grande, commovente messaggio del regista che e’ anche un appello a non dare retta a chi spaccia il mondialismo e la promiscuita’ come soluzione quando invece e’ la condanna. Un giorno gli europei si ritroveranno specchiandosi nella propria cultura, nel proprio passato, puliranno le proprie vite e le proprie strade e sogno di vivere abbastanza per vedere impiccato chi sta trucidando un popolo e la sua storia.
Inutile dirlo, e’ un film bellissimo e commovente e Sokurov la voce di chi si sente tradito ma non sconfitto, egli stesso orgoglio della sua patria e dell’Occidente che nella Russia trova il suo ultimo baluardo e forse la speranza.

Scheda IMDB

Ytalia: Boetti & De Dominicis – Museo Novecento di Firenze 17-06-2017

Boetti, Museo Novecento

De Dominicis, Museo Novecento

Pagina ufficiale

Bill Viola – Palazzo Strozzi, Firenze 17-06-2017

Bill Viola Firenze 1

Bill Viola Firenze 2

Pagina ufficiale

Nero su Nero + Museo Pietro Annigoni + Museo Capucci – Villa Bardini, Firenze 17-06-2017

Nero su nero, Villa Bardini

Nicola Samori, Nero su nero

Pietro Annigoni,  Villa Bardini

Pagina ufficiale

Colore rosso soldato di notizie – Li Zhensheng

Colore rosso soldato di notizie

La ragazza del lago – Andrea Molaioli

La ragazza del lagoSiamo in paese sulle sponde di un placido lago alpino ma l’atmosfera idilliaca e’ sconvolta dall’omicidio di una bella ragazza del paese.
Toni Servillo nei panni del commissario Sanzio, e’ il responsabile delle indagini. Napoletano spinto nel profondo nord per stare vicino alla moglie gravemente malata, vive un tormento interiore  che getta un velo di disillusione sul mondo che lo circonda, un mondo che tolta la meraviglia della location, e’ molto piu’ che imperfetto.
Film che a casa nostra ha fatto incetta di premi e onestamente non me lo spiego. Tutt’altro che brutto, apprezzabile Molaioli alla sua prima esperienza cinematografica ma questa e’ una regia totalmente televisiva, cosi’ come lo e’ tecnica, montaggio e resa complessiva di fotografia e ritmo. Cio’ che mi lascia piu’ perplesso pero’ e’ il testo dal momento in cui manca la progressione nella scoperta dell’assassino, gli eventi si susseguono in modo molto orizzontale, placidamente e la conclusione stessa non deriva da un’escalation di scoperte ma dalla felice intuizione del commissario. Non si pretendono inseguimenti, sparatorie e lame luccicanti nel buio ma una trama piu’ articolata verso la verita’ poteva e doveva essere possibile. Anche la conclusione e le motivazioni dell’assassino convincono fino ad un certo punto e non si sposano perfettamente con la dinamica dei fatti e tante lodi alla sceneggiatura onestamente non ci stanno.
I premi a Servillo invece si, quelli ci stanno eccome. Sempre bravo, efficace nel confondere cinismo, mestiere, disillusione. Un uomo ai margini del dolore che dal dolore trae sempre meno motivazioni. Per il resto solito standard attoriale italiano, troppo presenti o troppo poco anche se di massima il livello e’ discreto, persino la Golino che tra quelle che mi piacciono poco e’ quella che mi piace di piu’, alla fine non e’ male.
Musiche di Tehardo, anche queste apprezzatissime, invero buone non sempre pero’ ben accoppiate alle riprese e alle situazioni.
Insomma si guarda, ma e’ possibile non si riesca di fare nulla che non abbia il sapore di sceneggiato cecoslovacco degli anni ’60?

Scheda IMDB

Titanium – Dmitriy Grachev

TitaniumHollywood e’ una fogna e sara’ sempre peggio. Vero, qualcuno ancora resta ma nell’insieme il politicamente corretto ha disintegrato storie e buon senso. La vastita’ della tragedia e’ sotto gli occhi di tutti e basta guardare il cinema di 30, 40, 50 anni fa per vedere come oggi solo una piccolissima parte di quei capolavori si sarebbe potuta girare senza incorrere nelle ire di qualche liberal subumano. Percio’ il cinema orientale e’ oggi di gran lunga superiore a gran parte del cinema occidentale perche’ e’ un cinema ancora libero, foss’anche di mostrare qualcuno che fuma una sigaretta e sempre per questa ragione guardo con speranza anche al cinema russo, quello dell’intrattenimento perche’ sull’autoriale stiamo gia’ millenni avanti. Per dire che ad una produzione russa di fantascienza dici si con entusiasmo anche se gia’ dall’incipit si parte maluccio. In un futuro prossimo millenario, l’umanita’ sta colonizzando la galassia, ci sono pianeti buoni e meno buoni, XT-59 non e’ buono ma ci si vive lo stesso. Peccato che la dittatura comanda e i nemici sono esiliati al di fuori delle mura cittadine in balia di un pianeta molto pericoloso. Tra questi tizi vari, la bella di turno, il cattivissimo Vinnie Jones e il vice del capo ora caduto in disgrazia ma con un asso ancora nella manica. Diciamolo, il film e’ tremendo. Basso budget ok ma la storia parte male e si conclude raccapricciante, in fatuita’ s’intende. E’ che gli effetti speciali sono di massima buoni ma tutta la situazione assume ben presto connotati altamente improbabili e idiosincratici. Lo stesso Jones parte bene e finisce male (o forse e’ il contrario), la conclusione talmente tagliata via che se interrompevano a meta’ facevano meno danno. Peccato anche se comunque resta valido quanto premesso.

Scheda IMDB

Higher Learning, The NY scene – Palazzo del Governatore, Parma 10-06-2017

Patty Smith, NY Scene

 

Patty Smith, Parma

Pagina ufficiale

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: