Einsturzende Neubauten (Bologna 28-11-2014)

Einstuerzende Neubauten 28-11-2014 - 1Cosa si può dire degli Einsturzende Neubauten che non sia gia’ stato detto. Basterebbe aver partecipato all’evento, anzi aver atteso sulla via antistante l’ingresso del teatro per rendersi conto con quale forza, quale impatto abbiano avuto nella storie e nella mente di fan fedeli ed entusiasti.
Generazioni diverse e stili diversi, sicuramente vite diverse ma allo stesso tempo tutti li’ per un concerto che come spesso accade con loro, diviene evento.
Del resto il teatro segna un tutto esaurito che completa il quadro della situazione.
Concerto che porta in scena "Lament", ultimissimo lavoro della band tedesca che a sua volta vuole celebrare e raccontare la I Guerra Mondiale, un secolo dopo il suo tragico inizio.
Un concept album a tutti gli effetti e una rappresentazione teatrale come solo Blixa e soci potevano realizzare, gli unici con la forza necessaria per raccontare una guerra mondiale, la prima il cui computo dei morti e’ ancora in discussione ma che ha contato almeno 16 milioni di vittime. Cent’anni e pare una guerra lontana e dimentica ma non dovrebbe, percio’ gli Einsturzende Neubauten esordiscono col rombo dell’acciaio di "Kriegsmaschinerie", una sveglia ai libri di storia, alle nozioni sterili da banco scolastico, il benvenuto nel terrore. Nessuno, ripeto nessuno poteva tanto perche’ serve dominare l’energia cinetica della materia, dosare la forza in esplosioni controllate, portare ordine al rumore affinche’ diventi messaggio. I Neubauten sanno come fare, percio’ la loro I Guerra Mondiale e’ riprodotta con la fedelta’ di un documentario e la passione di una grande messinscena.
Musica e teatro assieme alla performance artistica, brani come "Der 1. Weltkrieg" scandiscono il tempo, la vita, la morte, le dinamiche che per quattro anni, hanno segnato indelebilmente il volto della storia, ritmo che e’ metafora e racconto, un evento degno di qualunque museo. E poi loro, Blixa certo non si puo’ prescindere da Hacke e Unruh e nemmeno si puo’ fare torto agli ultimi arrivati Arbeit e Moser, perche’ il corpo e’ unico, braccia e voce che non dividono ma uniscono un solo suono, unico racconto all’interno della continuita’ storica e stilistica della band che con "Lament" giunge ad un vero e proprio riassunto di 35 anni di esperienze comuni. Rumore industriale come non si ascoltava da tempo ma nel contempo il proseguo con brani ben strutturati ed impegnativi anche sotto il punto di vista strumentale e non per caso un quartetto d’archi e una tastiera accompagnano la performance con interventi drammatici, delicati e assieme potentissimi. Completa la perfezione della serata, perche’ davvero nulla e’ andato storto e nulla si poteva chiedere di piu’, l’acustica stupefacente del Teatro Manzoni che ha retto benissimo il frastuono senza un eco, un riverbero, una vibrazione che non fosse voluta.
C’e’ poco altro da aggiungere, chi conosce gli Einsturzende Neubauten sa che sto scrivendo dell’ovvio e chi invece non li ha mai visti o ascoltati, e’ ora di iniziare e non mancare a nessun loro evento futuro.

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2 Responses to Einsturzende Neubauten (Bologna 28-11-2014)

  1. niente è ovvio con Neubauten, anzi, quello che hai scritto era dovuto per degli interpreti così geniali. Io li ho visti a Torino: gran concerto !!!

  2. Pingback: Nono, Schubert e Shostakovich, dirige Juraj Valcuha (Bologna 30-01-2015) | Ultima Visione

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