Non riconciliati o Solo violenza aiuta dove violenza regna – Andrea Salvino

Non riconciliati o Solo violenza aiuta dove violenza regnaInevitabile fu l’appuntamento di qualche mese fa a Bologna con Artelibro, il festival del libro d’arte, manifestazione che e’ un vero piacere multisensoriale, perche’ vale per gli occhi ma conta anche sfiorare carta preziosa e sentirne il profumo. In mezzo alla vastissima scelta di testi ultra selezionati, l’attenzione e’ caduta su questo libro di Andrea Salvino.
Se devo dire perche’, non lo so. Non lo sapevo mentre lo sfogliavo e non lo so ora dopo averlo letto, guardato, meditato. Libro che e’ anche catalogo di una mostra del 2012, non raccoglie parole ma solo immagini, quelle dei suoi disegni e di molte, moltissime altre a compendio.
Andrea Salvino, artista diviso tra Italia e Berlino, militante senza mezze misure, innesta nel profondo il suo credo alla sua arte, rendendola protagonista principale di un messaggio che vuole essere affermazione e constatazione.
Nel mescolare immagini proprie alla cronaca del secolo scorso rappresentata dalle forme mediatiche che l’hanno visto protagonista come il cinema, televisione e rotocalchi, libri e documenti in genere, l’artista pone la sua firma nella selezione delle foto, attraverso la disposizione ragionata ma non troppo e ancora piu’ interessante, anteponendo il disegno su fogli, quaderni, schedari su carta di uso comune, raccoglitori come scritti o moduli da compilare, confondendo di fatto l’ordinario con lo straordinario.
Grande e’ la confusione sotto il cielo diceva Mao, anche sopra il cielo aggiungeva Giovanni Lindo Ferretti e senza soluzione di continuita’, Salvino affianca estremi (?)  ed estremisti di nazismo e comunismo con un quotidiano vissuto fatto di cinema e televisione, violenza, erotismo e sesso spinto ai piu’ biechi desideri.
Tutta roba della stessa pasta? Si in apparenza o almeno lo e’ laddove non esiste uno spirito critico capace di discernere e separare i messaggi attraverso la cultura e il distacco necessario a mantenere la giusta distanza tra il medium e l’informazione. Del resto da McLuhan passando per Kubrick, siamo gia’ stati istruiti su cosa temere e come difenderci. Solo l’ironia ci puo’ salvare e in fondo e’ l’unico salvagente che Salvino ci lancia per non affogare nella follia di un secolo tutt’altro che breve.
Cio’ che rimane e’ galleggiare nel flusso di coscienza delle immagini, non riflettere troppo sul singolo fotogramma ma godersi l’intero film la cui trama emerge dal subconscio di chi guarda.
La sola osservazione forse, e’ che il triangolo politica, violenza, sesso col reiterato accostamento di nazismo e comunismo, sono ormai armi totalmente spuntate di un’epoca, gli anni ’70, meritatamente relegata al fastidio.
Non so quanto possa essere difficile procurarsi il libro in edizione limitata, ad ogni modo consiglio di provarci e magari sostituendolo al telegiornale, provare a comprendere meglio cio’ che ci viene raccontato.

Pagina dell’editore Nero
Immagini e video sul volume

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