Fontana, Luce e Colore – Sergio Casoli, Elena Geuna

Fontana, Luce e ColoreE’ difficile costruire degli assoluti parlando di Arte ma certamente Lucio Fontana e’ al vertice delle mie personalissime preferenze. In questi anni di mostre ed esposizioni, musei e collezioni, Fontana e’ una presenza costante, illuminante e sublime eppure fino ad oggi non sono mai riuscito a partecipare ad una retrospettiva a lui interamente dedicata e aspetto questo giorno con fiduciosa impazienza. Nel frattempo riempio casa di libri e cataloghi che compensano in parte, solo in parte, la voglia e il desiderio di trovarmi davanti alle sue opere.
Questo bel volume targato Skira usci’ in concomitanza della mostra genovese del 2008 a lui dedicata, un catalogo quindi con tutti i pregi e i difetti di un’opera organica al contesto e non necessariamente alla carriera dell’artista.
Quando pero’ le due cose coincidono, si soddisfa ogni preferenza filologica e consente una lettura del volume a prescindere da quanto fu esposto.
I curatori in realta’ suddivisero curiosamente ma e’ una scelta accettabilissima, le opere per colore, percio’ materiali, periodi e serie si mescolano nell’uniformita’ cromatica. In questo modo e’ comunque possibile capire il grande artista nell’evoluzione di uno stile che attraversa epoche e materiali, metodi e concetti. Costante invece la ricerca dell’oltre, della spazio oltre lo spazio ma e’ meglio parlare di dimensione oltre la dimensione, cio’ che non appartiene alla sfera del conosciuto si svela dietro i suoi tagli e i suoi buchi, percio’ l’infinito del pensiero e dello spazio, Dio, fisica e metafisica, l’immensamente grande e l’equivalente immensamente piccolo, il Tutto e il Nulla.
Immagini meravigliose che non posso restituire l’emozione della presenza fisica ma evocarla certamente, oltre a vedere le piu’ rare ceramiche o sculture che nulla hanno da invidiare ai quadri, sculture a loro volta.
Il tutto e’ intervallato da brevi scritti di amici, colleghi che di Fontana hanno splendidi ricordi oltre la retorica del celebre scomparso, accumunati nell’omaggio di un uomo generoso verso i colleghi piu’ giovani, eppure riservato, schivo persino quando si trattava di condividere l’atto creativo che restava un momento intimo e sofferto.
L’unica pecca del catalogo e’ l’intervento discutibile di soggetti quali Fuksas o Gino Strada che con Fontana c’entrano poco o nulla e che comunque non hanno capito un benemerito accidente di chi egli fosse e tantomeno il suo lavoro ma tant’e’ che ormai i favori agli amici degli amici sappiamo come funzionano, pur senza rassegnarci al disgusto.
Tolto questo e in fondo e’ una piccola macchia in in grande affresco, Fontana vale e vale sempre.

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